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Scadenza nuova IMU 2020: appuntamento al 16 giugno con la prima rata

Prima scadenza per la nuova IMU, l’imposta che unisce IMU e Tasi, il 16 giugno prossimo: vediamo chi sono i soggetti tenuti al versamento e le novità sul pagamento dell’acconto 2020 previste dal Decreto Rilancio.

L’appuntamento con la nuova IMU a giugno è per i proprietari di immobili intesi come abitazione principale ma solo se sia di categoria catastale considerata di lusso o di pregio (A1, A8 e A9) e per le seconde case indipendentemente dalla classificazione al  Catasto. Valgono quindi le medesime regole previste fino ad ora sia per la Tasi che per l’Imu.


La nuova Imu quindi non è dovuta se l’abitazione principale rientra nella categoria catastale:

  • A2 civile abitazione
  • A3 abitazioni di tipo economico
  • A4 abitazioni di tipo popolare
  • A5 abitazioni di tipo ultrapopolare
  • A6 abitazioni di tipo rurale
  • A7 abitazioni in villini.

Per il calcolo della nuova IMU in primo luogo va individuata la base imponibile che è data dalla rendita catastale dell' immobile  rivalutata del 5%. Al valore ottenuto si devono moltiplicare dei coefficienti previsti per legge che sono: 160 per le abitazioni di tipo: signorile, civile, economico, popolari, ultrapopolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi (categoria catastale da A/1 a A/11 – escluso A/10) e poi al valore ottenuto moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente previsto per legge si applicano poi le aliquote previste dai Comuni che devono essere pubblicare in un’apposita sezione del sito del Ministero delle finanze. Per il pagamento dell’acconto in scadenza il prossimo 16 giugno 2020 si deve pagare esattamente la metà di quanto pagato, nel 2019, sommando le due imposte. Poi a dicembre si pagherà il saldo a conguaglio utilizzando le aliquote che delibereranno i singoli Comuni entro il 28 ottobre.

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Tax credit sanificazione e adeguamento pubblici esercizi

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e nuove misure di sostegno alle imprese che adottano soluzioni per ridurre il rischio di contagio. Questi i principali incentivi previsti dal DL 34/2020 (decreto “Rilancio”) per le misure adottate negli ambienti di lavoro.

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Approvato il decreto rilancio da 55 miliardi.

 L’attesa approvazione del DL Rilancio, arrivata solo ieri in serata, consente di avere una visione più certa delle misure in arrivo, e, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale prevista per oggi, giovedì 14, possiamo basarci sul testo entrato in Consiglio dei Ministri alle 17.30 per riepilogare i provvedimenti che più interessano. In basso la bozza in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

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